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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Capestrano
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mwigCapestrano (mwiwCapëstrànë in mwjaabruzzesecite-ref-4[4]) è un mwkqcomune italiano di mwkg814 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] situato nella mwlwprovincia dell'Aquila, in mwmaAbruzzo.

Situato nella mwmgvalle del Tirino, al margine sud-occidentale di un vasto piano di origine mwmwcarsica compreso tra l'mwnaaltopiano di Navelli e le estreme propaggini sud-orientali del massiccio del mwnqGran Sasso d'Italia, parte del territorio del comune rientra nel territorio del mwngParco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Centro agricolo e pastorale di antica origine e discreta importanza, in mwnwetà moderna fu dominato delle famiglie mwoaPiccolomini Todeschini, mwoqMedici e mwogBorbone divenendo sede di un mwowmarchesato e, successivamente, di un mwpaprincipato.

Contents

Clima
Storia
Strade
Note

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Geografia fisica

Capestrano è situato nella parte orientale della provincia dell'Aquila, in posizione baricentrica tra l'mwraaltopiano di Navelli e la valle del Tirino al centro della regione Abruzzo. L'abitato principale si sviluppa sul versante orientale di un colle, a 465 metri mwrqs.l.m. in posizione dominante sulla vallata sottostante, attraversata dal fiume mwrgTirino, affluente dell'mwrwAterno-Pescara e a sua volta alimentato da tre sorgenti, tra cui il mwsalago di Capodacqua.

Il suo territorio è circoscritto a nord-est dalle propaggini sud-orientali del Gran Sasso d'Italia e a sud-est da quelle settentrionali della mwsgMaiella; al suo interno è situato il valico di mwswForca di Penne, antico collegamento l'area dei mwtavestini adriatici.

Clima

Capestrano è caratterizzato da un mwtwclima temperato mediterraneo con inverni freddi ed estati secche; le mwuaprecipitazioni, nella stagione invernale, possono essere di carattere mwuqnevoso.cite-ref-arssa-precipitazioni-5-0[5]. La temperatura media annuale è di circa mwvg12 °C, decisamente più mite di quella degli altri centri della mwvwprovincia dell'Aquila e con valori che raramente scendono sotto lo zero.cite-ref-weatherspark-6-0[6]

| Capitignano | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitignano | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 7 | 9 | 13 | 17 | 22 | 26 | 28 | 28 | 25 | 20 | 15 | 10 | 8,7 | 17,3 | 27,3 | 20 | 18,3 |
| T. min. media ( °C ) | 0 | 0 | 2 | 5 | 8 | 12 | 15 | 15 | 11 | 7 | 3 | 1 | 0,3 | 5 | 14 | 7 | 6,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 48,4 | 41,2 | 46,1 | 49,7 | 44,4 | 38,8 | 28,1 | 29,2 | 44,4 | 54,9 | 72,0 | 68,4 | 158,0 | 140,2 | 96,1 | 171,3 | 565,6 |

Origini del nome

Il toponimo ha etimo incerto, tuttavia apparentemente ha forma di un prediale (ma il nome è sconosciuto).cite-ref-7[7] È però più probabile che sia connesso al mwywlatino mwzacapestrum ‘corda, capestro’.cite-ref-8[8]

Secondo lo storico aquilano mwagAnton Ludovico Antinori, il toponimo di Capestrano deriverebbe da mwawCaput Presanum (‘città a capo di Presciano’) o da mwbacaput Tritanum (‘dal sito alla sorgente del Tritano’).cite-ref-9[9]

Altre fonti ritengono, invece, che esso derivi da mwcgCaput trium amnium (‘città a capo delle tre fonti’), in riferimento alle sorgenti che alimentano il Tirino.cite-ref-tirino-10-0[10]

Storia

Età antica

Le prime testimonianze nel territorio si fanno risalire ai mwegVestini che si stanziarono nella mwewvalle del Tirino sin dal mwfaIX secolo a.C.

In questo periodo, sul colle Sant'Antonio a valle dell'attuale abitato, nacque l'antica città di mwhqAufinum che prosperò grazie alla sua strategica posizione lungo il tracciato della mwhgvia Claudia Nova e in corrispondenza dell'accesso al territorio dei mwhwPeltuinui e dei mwiaPeligni.cite-ref-aufinum-11-0[11]

Di Aufinum – menzionata da mwjgPlinio il Vecchio come centro principale dei vestini cismontani – rimane oggi la vasta mwjwarea archeologica con la necropoli in cui, nel mwka1934, fu rinvenuta il celebre mwkqGuerriero di Capestrano, simbolo dell'Abruzzo e oggi conservato al mwkgMuseo archeologico nazionale d'Abruzzo a mwkwChieti.cite-ref-aufinum-11-1[11] Secondo gli storici, la statua raffigurerebbe il misterioso re vestino mwmaNevio Pompuledio, vissuto nel mwmqVI secolo a.C.

La città fu conquistata dai romani intorno al mwmwIII secolo a.C. e continuò a svilupparsi per tutta l'mwnaetà imperiale, andando poi in disgrazia nei secoli successivi alla mwnqcaduta dell'Impero romano d'Occidente, con la popolazione che si disperse sulle alture circostanti la vallata.

Medioevo

A partire dal mwoaVI secolo, il territorio di Capestrano cadde nelle mani dei mwoqlongobardi che lo ricompresero nel mwogDucato di Spoleto.cite-ref-provincia-252-12-0[12] Nell'mwpwVIII secolo mwqare Desiderio vi fece costruire l'mwqqabbazia di San Pietro ad Oratorium, direttamente dipendente dai benedettini di mwqgSan Vincenzo al Volturno, poi ricostruita in stile mwqwromanico intorno all'anno mwra1100.cite-ref-san-pietro-13-0[13]

Alle dipendenze dell'abbazia erano i tre centri di Capodacqua, San Pelagia e Presciano che ben presto decisero di arroccarsi sul colle sopra quest'ultimo, dando origine all'attuale abitato di Capestrano.

Durante l'mwswetà normanna la città beneficiò della stabilità politica, sviluppandosi grazie all'indotto economico legato alla mwtatransumanza e al commercio dello mwtqzafferano. Già mwtgfeudo di Matteo di mwtwRaiano nel primo periodo angioino, passò insieme all'intera mwuavalle del Tirino agli mwuqAcquaviva nel mwug1283,cite-ref-pro-loco-14-0[14] quando Riccardo d'Acquaviva – fratello di Berardo e nuovo signore di Capestrano, mwvwOfena e mwwaCastel del Monte – subentrò a Berardo di Raiano. Nel mwwq1382 il suo territorio divenne feudo di Pietro conte di Celano, già feudatario della limitrofa mwwgbaronia di Carapelle.cite-ref-chiarizia-5-15-0[15]

Alla metà del mwyaXV secolo, intorno alla preesistente torre trecentesca di guardia sulla valle del Tirino, mwyqLionello Accrocciamuro fece costruire un grande castello. Con il passaggio di Capestrano nelle mani di mwygAntonio Piccolomini d'Aragona nel 1463, nipote di mwywpapa Pio II e nuovo conte di Celano, il forte fu rinnovato e prese il nome di mwzacastello Piccolomini, costituendo una strategica roccaforte durante la mwzqcongiura dei baroni e difendendo la città dal tentativo di riconquista degli Accrocciamuro.cite-ref-chiarizia-6-16-0[16]

Età moderna

Sotto la dominazione dei Piccolomini, Capestrano ebbe un primo momento di grande splendore e, nel mw1qXVI secolo arrivò a generare oltre un quinto della rendita di tutta la mw1gcontea.cite-ref-chiarizia-7-17-0[17] La sua vivace economia, dominata dal già citato zafferano e dalla produzione della pregiata lana carfagna, attirò in Abruzzo imprenditori provenienti da tutta mw2wEuropa. Nel mw3a1579, Costanza Piccolomini, indebitatasi per la costruzione della mw3qbasilica di Sant'Andrea della Valle a mw3gRoma, decise quindi di cedere l'intero marchesato di Capestrano al granduca di Toscana mw3wFrancesco I, della famiglia Medici, per un importo complessivo di mw4a106 000 scudi.cite-ref-chiarizia-9-18-0[18]

Nel mw5g1584, su richiesta dei Medici, mw5wFilippo II di Spagna lo elevò al rango di mw6aPrincipato. Successivamente, il feudo di Capestrano, unito alla mw6qbaronia di Carapelle, fu annesso ai territori di mw6gBussi (mw6w1599), mw7aAmatrice, mw7qAccumoli e mw7gCittareale (mw7w1639-mw8a1643) costituendo gli mw8qStati medicei d'Abruzzo.cite-ref-chiarizia-8-19-0[19] Capestrano visse una seconda età d'oro, godendo di un discreto potere – sia politico che religioso, con San Pietro che beneficiava di una particolare autonomia rispetto alla mw9gdiocesi di Sulmona-Valva – ed accrescendo grazie all'immigrazione di nuove famiglie dalla mw9wToscana.cite-ref-chiarizia-11-20-0[20]

I Medici regnarono su Capestrano sino alla morte della principessa mw-qAnna Maria Luisa de' Medici. Per evitare che il feudo cadesse nelle mani degli mw-gAsburgo, essendosi estinto il casato fiorentino per la mancanza di eredi maschi, i Borbone decisero di trasformare il principato in uno mw-wstato allodiale posto sotto il dominio diretto del mwaqaRegno di Napoli.cite-ref-chiarizia-15-21-0[21]

Nel mwaqo1806, con l'mwaqseversione della feudalità, lo stato fu smantellato per essere ricompreso come circondario nel mwaqwdistretto di Aquila.

Età contemporanea

Con l'mwaq8unità d'Italia, il comune fu ricompreso nella provincia dell'Aquila che, nel mwara1927, perse i vicini comuni di mwareBussi sul Tirino e mwariPopoli Terme – passati alla costituenda mwarmprovincia di Pescara – rompendo l'unità della valle del Tirino. A partire dagli mwarqanni Trenta, inoltre, cominciarono gli scavi archeologici che portarono alla luce la necropoli e numerosi importanti reperti d'età romana.

Nel dopoguerra, con l'abbandono della pastorizia e della mwarytransumanza, si verificò un progressivo e costante spopolamento di tutta la vallata che ha portato, in breve tempo, al dimezzamento dei residenti.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Abbazia di antichissima origine, è situata appena fuori dall'abitato, al centro della mwascvalle del Tirino. Deve la sua realizzazione a mwasgre Desiderio che la fece edificare nel mwaskVII secolo sul luogo di una preesistente chiesa e fu rinnovata in stile mwasoromanico nel mwass1117, come testimoniato da un'iscrizione sull'architrave del portale principale.cite-ref-san-pietro-13-1[13] Dipendeva direttamente dall'mwataabbazia di San Vincenzo al Volturno e godette, fino al mwateXIX secolo, di particolare autonomia all'interno della mwatidiocesi di Valva.cite-ref-mibact-san-pietro-22-0[22] La facciata reca il misterioso bassorilievo noto come «mwatcquadrato del Sator» (mwatgrotas opera tenet arepo sator).cite-ref-mibact-san-pietro-22-1[22] All'interno, è il ciborio appartenente alla scuola di mwat0Guardiagrele e l'affresco duecentesco con il mwat4Cristo Redentore tra gli Evangelisti.cite-ref-mibact-san-pietro-22-2[22]
Chiesa di Santa Maria della Pace
È la chiesa parrocchiale del paese e fu realizzata nel mwauuXVII secolo sul luogo della preesistente chiesa di Santa Maria della Macchia. La sua edificazione cominciò nel mwauy1643 per volontà dalla famiglia Capponi ma si protrassero a lungo, tanto che l'edificio fu consacrato solamente nel mwauc1768, mentre il campanile fu terminato nel mwaug1857. La chiesa è un compendio del barocco abruzzese, con richiami rinascimentali. L'edificio è a pianta rettangolare con facciata monumentale a pannello, con tre portali e tre finestre. La cupola è a tiburio ottagonale. L'interno barocco ha tre navate con decorazioni di Carlo Antonio Santini, come il fonte battesimale del mwauk1839.
Anche noto come Convento di San Giovanni, in omaggio al suo fondatore, fu realizzato nel mwau01447 per volere di mwau4San Giovanni da Capestrano su un terreno dalla contessa mwau8Jacovella da Celano. Il convento fu ampliato e rinnovato più volte dopo la morte del santo: nel mwava1654 fu dotato di un lanificio, nel mwave1709 fu realizzato il chiostro e nel mwavi1742 fu completata l'attuale biblioteca.cite-ref-mibact-san-francesco-23-0[23] L'edificio attuale è in stile mwavcbarocco, con facciata monumentale mwavgneoclassica dotata di portico ad arcate. All'interno vi sono affreschi rinascimentali sulla vita di mwavkSan Francesco d'Assisi e il museo su Giovanni da Capestrano.cite-ref-mibact-san-francesco-23-1[23]
Chiesa della Madonna del Rosario
Risalente al mwawaXVII secolo, presenta la facciata esterno in pietra grezza, con campanile a torretta, e un interno affrescato e raccolto.
Chiesa di San Biagio
Chiesa minore situata presso Capodacqua.
Chiesa di Santa Maria di Loreto
Chiesa minore situata presso la sorgente di Presciano, oggi sconsacrata.

Architetture civili

Casa natale di San Giovanni da Capestrano
Si trova nel rione del Rosario, a nord del castello. È un edificio semplice in mwawkarchitettura rinascimentale, adattato in parte a museo ed in parte a cappella dedicata al mwawosanto.
Parco delle Rimembranze dei Caduti
Sentiero selciato attorno al colle di San Giovanni, contornato da cipressi e croci di ferro per commemorare i capestranesi caduti nelle due guerre mondiali del Novecento. È stato restaurato nel 2016 dall'amministrazione comunale in collaborazione con il gruppo alpini e imprese locali.cite-ref-24[24]

Architetture militari

Conosciuto anche come castello mediceo, è il monumento principale di Capestrano. Una prima fortezza – di cui rimane la torre mwaxonormanna al centro del castello – risale al mwaxsXIII secolo; l'edificio fu poi riedificato da mwaxwLionello Accrocciamuro nel mwax01447 e nuovamente rinnovato da Antonio mwax4Piccolomini Todeschini nel mwax81485.cite-ref-chiarizia-5-15-1[15] Nel mwayqXVI secolo, con il passaggio alla famiglia dei Medici e l'istituzione del Principato, il castello divenne la sede del governatore. La fortezza, a pianta irregolare, è situata al centro del paese con il lato maggiore rivolto verso la piazza, mentre sul retro l'accesso avveniva attraverso un ponte levatoio oggi scomparso. La cinta muraria è caratterizzata da torri angolari circolari con merlature cinquecentesche.
Torre di Forca di Penne
Torre isolata posta in corrispondenza dell'omonimo valico, al confine tra la provincia dell'Aquila e quella di Pescara. La sua edificazione si fa risalire al mwaycXII secolo, quando è possibile che esistesse nelle vicinanze anche un piccolo villaggio con monastero, controllati dalla mwaygBaronia di Carapelle.cite-ref-mondi-medievali-25-0[25] La torre si presenta a pianta quadrata con lati stretti e tozzi.

Siti archeologici

A valle di Capestrano, nei pressi delle sorgenti del mwazyTirino e lungo il tracciato della mwazcvia Claudia Nova, è l'area archeologica che corrisponde al sito dell'antica città mwazgvestina di mwazkAufinum.cite-ref-aufinum-11-2[11] Si tratta di uno dei siti archeologici più importanti d'Abruzzo e vanta reperti databili dal mwaz4VI secolo a.C. fino al mwaz8III secolo, tra cui il celebre mwaaaGuerriero di Capestrano (attualmente al mwaaemuseo archeologico nazionale d'Abruzzo a mwaaiChieti).cite-ref-aufinum-11-3[11] Le indagini di scavo, condotte a partire dal mwaac1934, hanno portato alla luce una vasta necropoli e i resti di una cavea e di una cinta muraria, oltre a numeroso materiale epigrafico e numismatico.cite-ref-aufinum-11-4[11]

Siti naturalistici

Il Tirino è il breve fiume (circa mwaby17 km in superficie) che attraversa la valle di Capestrano, detta appunto valle del Tirino o valle Tritana. Si tratta di uno dei principali siti naturalistici dell'mwabcAbruzzo aquilano per la pulizia e limpidezza delle acque che, nel territorio di Capestrano, sono in larga parte navigabili.cite-ref-il-tirino-26-0[26]
Alle pendici del monte Scarafano, nei pressi dell'omonima frazione, è il piccolo mwab8lago artificiale di Capodacqua. Fu realizzato nel mwaca1965 per scopi agricoli mediante lo sbarramento dell'acqua che fuoriesce dalla sorgente di Capodacqua e che alimenta il mwaceTirino.cite-ref-lago-27-0[27] L'acqua, proveniente direttamente dall'altopiano di mwacyCampo Imperatore attraverso un corso sotterraneo, si mantiene limpida e con una temperatura di 10mwacc °C costante tutto l'anno; l'assenza di vegetazione e la presenza di numerosi resti sul fondo, conferiscono al lago l'appellativo di «Atlantide d'Abruzzo».cite-ref-news-town-it-28-0[28]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-29[29]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2019 i cittadini stranieri residenti a Capestrano erano 111. La nazionalità più rappresentata era quella rumena con 42 cittadini residenti.cite-ref-30[30]

Lingue e dialetti

Il dialetto parlato a Capestrano si inserisce nel gruppo occidentale dei mwadwdialetti d'Abruzzo, a loro volta facenti parte dei mwad0dialetti italiani meridionali. Manifesta quindi diversità rispetto ai dialetti dei centri vicini, come ad esempio l'mwad4aquilano, parlato già nel vicino comune di mwad8Navelli, e l'abruzzese adriatico, tipico dell'area vestina. Tratto qualificante del capestranese è l'isocronismo sillabico, ossia l'apertura in sillaba complicata (sillaba terminante in consonante) di mwaeaè, mwaeeò delle vocali chiuse mwaeié, mwaemó, e la contemporanea chiusura in sillaba libera (sillaba terminante in vocale) di mwaeqé, mwaeuó delle vocali aperte mwaeyè, mwaecò.

Geografia antropica

Capestrano si divide nel centro storico e nel rione moderno orientale. Il centro storico parte da piazza Mercato con la fontana monumentale e la chiesa madre, dove si affaccia anche il castello mediceo. Il borgo è attraversato da via Oberdan, via Rosario, via Porta Lago, via fuori le Mura. La parte moderna è attraversata da via Toro e via Dante.

Frazioni

Forca di Penne

Ex feudo, fu proprietà della famiglia mwae0Bonannicite-ref-31[31] Il barone mwafiCesidio Bonanni d'Ocre richiese nel 1856 che cambiasse nome in "Rocca Teresa", in onore della regina mwafmMaria Teresa, moglie di mwafqFerdinando II delle Due Sicilie; la richiesta fu accettatacite-ref-32[32]. La frazione è posta al confine con la mwafkprovincia di Pescara di Brittoli, vi si trova ancora l'antica torre di controllo sul tratturo a pianta quadrangolare, e con più finestre di controllo. La torre è stata in parte danneggiata dal terremoto del 2009.

Capodacqua

Esistente sin dal Medioevo, la parte più antica è stata sommersa da un lago artificiale, che ha ricoperto i mulini medievali, visitabili su prenotazione e immersione subacquea. La frazione nuova Novecentesca è posta più a nord, attorno alla chiesa di San Biagio.

Economia

La valle del Tirino è denominata anche «Forno d'Abruzzo» per il suo clima particolarmente mite, tendente al caldo nella stagione estiva, e le poche precipitazioni; queste caratteristiche hanno favorito, nel corso dei secoli, la coltivazione dell'mwaf4uva e la produzione del mwaf8vino.cite-ref-vino-33-0[33] I vigneti utilizzati sono quasi interamente quelli autoctoni di mwagqMontepulciano d'Abruzzo DOC (i vigneti di Capestrano ricadono nella sottozona «Alto Tirino»),cite-ref-assovini-34-0[34] mwagkPecorino e mwagoTrebbiano.cite-ref-vino-33-1[33] La forte tradizione enologica del territorio è anche testimoniata dalla rassegna di vino artigianale mwag8Naturale che si tiene annualmente in primavera.cite-ref-naturale-35-0[35]

Particolarmente intensa è anche la mwahuproduzione olearia – certificata dal riconoscimento dell'mwahyolio extra vergine di oliva delle Valli Aquilane nei mwahcprodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi (P.A.T.) –, nonché quella di mwahgmandorle, mwahkortaggi, mwahocereali e mwahslegumi. Altri prodotti tipici della zona sono il mwahwgrano Solina e lo mwah0zafferano, che nel vicino centro di mwah4Navelli assume la qualifica di prodotto a mwah8denominazione di origine protetta (mwaiazafferano dell'Aquila).cite-ref-cucina-36-0[36] La produzione agricola ha dato origine a piccole industrie di trasformazione (sgusciatura meccanica delle mandorle, pastifici, molini).

Capestrano è inoltre meta di turismo di tipo principalmente naturalistico, legata alle bellezze paesaggistiche della valle che rientra parzialmente nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; nel territorio sono presenti percorsi mwaiycicloturistici ed mwaicequituristici (mwaigIppovia del Gran Sasso) ed è possibile andare in mwaikcanoa o mwaiokayak sul Tirino o fare mwaisattività subacquee nel lago di Capodacqua.cite-ref-valle-del-tirino-37-0[37]

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il territorio comunale di Capestrano è servito dalla mwajmSS 153 della Valle del Tirino, che attraversa la vallata da mwajqNavelli fino a Bussi sul Tirino, e dalla mwajuSR 602 di Forca di Penne, diramazione che dalla SS 153 passa per mwajyOfena e la provincia di Pescara. Sempre grazie alla SS 153 è messa in comunicazione con la mwajcSS 17 dell'Appennino Abruzzese, che la collega all'mwajgAquila e mwajkSulmona, con la mwajoSS 5 Via Tiburtina Valeria, che la collega con la mwajsVal Pescara e la mwajwValle Peligna, nonché con il casello Bussi-Popoli sull'mwaj0autostrada A25. Il centro abitato vero e proprio è attraversato dalla SP 72 di Capestrano e dalla SP 94 del Tirino.

Ferrovie

Nel territorio comunale non sono presenti servizi ferroviari; la mwakastazione di Bussi, posta sulla mwakeferrovia Roma-Sulmona-Pescara, dista circa mwaki14 km dal paese.

Amministrazione

Elenco dei mwakysindaci di Capestrano dal 1980.cite-ref-ministero-dell-interno-38-0[38]

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1980 | 24 settembre 1985 | Giancarlo Iafolla | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 24 settembre 1985 | 24 aprile 1995 | Giancarlo Iafolla | Partito Socialista Italiano | Sindaco | Rieletto il 6 maggio 1990 |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 2004 | Nemo Di Fiore | Lista civica Uniti per Capestrano | Sindaco | Rieletto il 13 giugno 1999 |
| 14 giugno 2004 | 30 marzo 2010 | Antonio D'Alfonso | Lista civica Tre spighe di grano | Sindaco | |
| 30 marzo 2010 | 11 giugno 2015 | Giuseppe Marulli | Lista civica Uniti per Capestrano | Sindaco | |
| 11 giugno 2015 | in carica | Antonio D'Alfonso | Lista civica Tre spighe di grano | Sindaco | Rieletto il 20 settembre 2020 |

Gemellaggi

• mwalaBuda

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalwmwal0mwal4Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwal8demo.istat.it, mwamaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwamqmwamumwamyClassificazione sismica (mwamcmwamgXLS), su mwamkrischi.protezionecivile.gov.it.
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Bibliografia

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Voci correlate
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Capestrano

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunedicapestrano.it.
• citereftreccani-itCapestrano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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